Thailandia, il visto turistico torna a 30 giorni: cosa cambia per chi viaggia

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Thailandia Viaggi | Viaggi e vacanze in Asia — a cura di Antonio Asia e Gabriele Comiotto

Chi sta programmando le prossime vacanze in Asia e ha messo la Thailandia in cima alla lista dei desideri deve fare i conti con una novità importante: il periodo di soggiorno senza visto per i turisti è tornato da 60 a 30 giorni. Una modifica che riguarda l’Italia e altre decine di Paesi, e che cambia in modo concreto il modo di organizzare un itinerario nel sud-est asiatico.

In questo articolo vediamo cosa è successo, da quando vale la nuova regola, cosa significa per chi sta pianificando un viaggio e quali sono le alternative per chi desidera restare più a lungo nel Paese.

Cosa è cambiato: da 60 a 30 giorni di esenzione dal visto

Dal luglio 2024 la Thailandia aveva esteso a 60 giorni il periodo di soggiorno senza visto per i cittadini di 93 Paesi, Italia compresa. Una misura pensata per rilanciare il turismo dopo gli anni difficili della pandemia, che aveva reso il Paese ancora più attrattivo per chi amava organizzare viaggi lunghi, magari combinando più tappe tra isole e città.

Il governo thailandese ha però deciso di fare marcia indietro. Il Consiglio dei Ministri ha approvato la revisione del regime di esenzione, spiegando che l’obiettivo principale è quello di prevenire abusi e attività illecite legate ai soggiorni prolungati senza controlli adeguati. Il risultato è un ritorno alle regole precedenti al 2024: 30 giorni di soggiorno senza visto per la maggior parte dei Paesi coinvolti, con alcune eccezioni che prevedono un limite ancora più basso, di 15 giorni, per un numero ristretto di nazionalità.

Per i cittadini italiani, questo significa che chi entra in Thailandia per turismo può restare nel Paese senza richiedere un visto solo per un mese, esattamente come accadeva prima dell’estensione introdotta in epoca post-Covid.

Perché la Thailandia ha deciso di ridurre il periodo di esenzione

Le autorità thailandesi hanno motivato la scelta con la necessità di rafforzare i controlli sui flussi turistici, in particolare per contrastare fenomeni legati a soggiorni prolungati usati per scopi diversi dal semplice turismo, incluse attività non dichiarate o irregolari. Il sistema dei 60 giorni, seppur vantaggioso per l’immagine del Paese come meta per viaggi lunghi in Asia, aveva infatti mostrato alcune criticità nella gestione dei soggiorni oltre il mese, complice anche l’aumento dei flussi turistici registrato negli ultimi anni.

Va detto che il cambiamento arriva in un momento non semplice per il turismo thailandese, che nei primi mesi del 2026 ha registrato un lieve calo di arrivi rispetto all’anno precedente. Una riduzione della durata dell’esenzione dal visto potrebbe quindi avere un impatto anche sul settore alberghiero e su chi organizza viaggi e vacanze in Asia con soggiorni superiori al mese.

Cosa significa in pratica per chi sta organizzando un viaggio in Thailandia

Per chi pianifica una vacanza in Thailandia di durata standard, tra una e tre settimane, il cambiamento non comporta particolari differenze pratiche. Il vero impatto si registra per chi era abituato a organizzare viaggi lunghi in Thailandia, magari da 40 o 50 giorni, per visitare più regioni del Paese o combinare la Thailandia con altre destinazioni del sud-est asiatico.

Ecco i punti principali da tenere a mente:

  • Il soggiorno senza visto per motivi turistici è ora limitato a 30 giorni per ingresso
  • È possibile richiedere una proroga di ulteriori 30 giorni presso un ufficio immigrazione locale, pagando una tassa amministrativa
  • Chi si trovava già in Thailandia con un’esenzione di 60 giorni in corso al momento dell’entrata in vigore della nuova regola può comunque restare fino alla scadenza del soggiorno già autorizzato
  • Per periodi più lunghi rispetto ai 60 giorni complessivi (30 + proroga), è necessario richiedere un visto turistico specifico prima della partenza
  • Resta obbligatoria, per tutti i viaggiatori, la compilazione online della Thailand Digital Arrival Card (TDAC) nelle 72 ore precedenti all’arrivo nel Paese

Le alternative per chi vuole restare più a lungo in Thailandia

Chi desidera organizzare un soggiorno prolungato in Thailandia, magari per un viaggio itinerante tra Bangkok, le isole del sud e il nord del Paese, ha comunque diverse opzioni a disposizione:

  • Visto turistico standard (TR): consente soggiorni più lunghi rispetto all’esenzione base, con possibilità di proroga
  • Thailand Elite Visa: pensato per chi desidera soggiorni di lungo periodo, con un costo iniziale ma maggiore flessibilità
  • Long Term Resident Visa (LTR): dedicato a categorie specifiche di visitatori che intendono trascorrere periodi molto lunghi nel Paese
  • DTV (Destination Thailand Visa): rivolto principalmente a nomadi digitali e professionisti che lavorano da remoto

Per chi ama i viaggi in Asia organizzati con largo anticipo, la scelta più prudente è verificare sempre la normativa aggiornata sul portale del Ministero degli Affari Esteri italiano o direttamente sul sito dell’Ambasciata Reale Thailandese, così da evitare sorprese all’arrivo in aeroporto o alla frontiera.

Un cambiamento da monitorare nel tempo in Thailandia

Come spesso accade con le normative sui visti, è utile ricordare che le regole di ingresso possono essere soggette a ulteriori modifiche nel tempo. Chi sta organizzando un viaggio con largo anticipo dovrebbe sempre controllare la situazione aggiornata poco prima della partenza, poiché le disposizioni ufficiali vengono pubblicate sulla Gazzetta Reale thailandese e possono entrare in vigore con breve preavviso.

Per chi si occupa di Thailandia Viaggi e organizza itinerari nel sud-est asiatico, questo tipo di aggiornamenti è fondamentale da seguire con attenzione, perché incide direttamente sulla pianificazione di soggiorni prolungati, in particolare per chi combina più Paesi in un unico viaggio, come Thailandia, Malesia e Vietnam.

Conclusione

La riduzione del soggiorno senza visto da 60 a 30 giorni rappresenta un cambiamento significativo per chi organizza viaggi e vacanze in Asia, in particolare per chi era abituato a soggiorni lunghi in Thailandia. Non si tratta di una modifica che scoraggia il turismo, ma di una misura pensata per rendere più efficiente il controllo dei flussi turistici nel Paese.

Per la maggior parte dei viaggiatori, che organizzano vacanze di due o tre settimane, il cambiamento avrà un impatto limitato. Chi invece sogna un viaggio più lungo dovrà valutare con attenzione le alternative disponibili, a partire dal visto turistico standard fino alle soluzioni pensate per soggiorni di lungo periodo.

Come sempre, il consiglio è quello di verificare la normativa aggiornata prima di ogni partenza, per vivere la propria esperienza in Thailandia senza pensieri e con la massima serenità.


A cura della redazione di Viaggi e Vacanze in Asia — Antonio Asia e Gabriele Comiotto

Nota: le normative sui visti possono cambiare con breve preavviso. Prima di organizzare il tuo viaggio, verifica sempre le informazioni ufficiali aggiornate sul sito del Ministero degli Affari Esteri italiano o dell’Ambasciata Reale Thailandese.

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