Laos un viaggio nel cuore dell’Indocina con Viaggi e Vacanze in Asia

Il Laos è uno di quei paesi che resistono ancora al turismo di massa, custodendo un’anima autentica fatta di monaci in tunica color zafferano, mercati galleggianti, giungle silenziose e il grande fiume Mekong che attraversa l’intero territorio come una spina dorsale liquida. Un itinerario classico e completo permette di scoprire le sue anime più diverse: si parte dalla capitale Vientiane, si risale verso nord fino alla città patrimonio UNESCO di Luang Prabang, si fa tappa nella spettacolare Vang Vieng tra montagne calcaree e lagune, per poi scendere fino a Pakse, porta d’accesso al sud rurale e agli altopiani del Bolaven. Un viaggio che racconta un paese ancora poco conosciuto, ma capace di lasciare un segno profondo in chi lo attraversa con calma.
Vientiane: la capitale più tranquilla del sud-est asiatico
Chi arriva a Vientiane si aspetta spesso il caos tipico delle grandi capitali asiatiche, e invece trova una città a misura d’uomo, distesa lungo le rive del Mekong, con viali alberati, poco traffico e un ritmo di vita rilassato. Non è una metropoli spettacolare nel senso occidentale del termine, ma proprio per questo regala un primo assaggio genuino dell’atmosfera laotiana.
Tra le tappe imperdibili c’è il Pha That Luang, il grande stupa dorato che è il simbolo nazionale del paese, tanto da comparire sullo stemma dello stato. Poco distante si trova il Patuxai, l’arco di trionfo costruito con il cemento donato dagli Stati Uniti per la costruzione di una pista aeroportuale mai realizzata, oggi salibile per godere di un panorama sulla città. Da non perdere anche il Wat Sisaket, il tempio più antico di Vientiane sopravvissuto alle invasioni siamesi, con le sue migliaia di piccole statue del Buddha incastonate nelle nicchie delle pareti.
Per chi ama le atmosfere serali, il lungofiume del Mekong si anima al tramonto con bancarelle di street food, massaggi ai piedi e un mercato notturno dove acquistare artigianato locale, tessuti in seta e prodotti tipici. È anche il luogo ideale per assaggiare la cucina laotiana, meno conosciuta di quella thailandese o vietnamita ma altrettanto ricca, con piatti come il laap (insalata di carne tritata con erbe e riso tostato) o il riso glutinoso servito in cestini di bambù.
Luang Prabang: la città dei mille templi
Da Vientiane, la tappa successiva è Luang Prabang, raggiungibile in aereo in circa un’ora oppure, per chi ama i viaggi lenti, con la nuova linea ferroviaria ad alta velocità cino-laotiana che ha ridotto drasticamente i tempi di percorrenza rispetto ai vecchi autobus notturni. Luang Prabang è probabilmente la città più affascinante di tutto il Laos e dal 1995 è patrimonio dell’umanità UNESCO grazie alla sua straordinaria concentrazione di templi buddisti e all’architettura coloniale francese perfettamente conservata.
La città si sviluppa su una piccola penisola tra il Mekong e il fiume Nam Khan, ed è pensata per essere visitata a piedi o in bicicletta. Tra i templi più belli spiccano il Wat Xieng Thong, capolavoro dell’architettura laotiana con il suo tetto a più livelli e i mosaici in vetro colorato, e il Wat Mai, con la facciata dorata riccamente decorata. Salendo i circa trecento gradini del Mount Phousi, nel cuore della città, si raggiunge uno stupa dorato da cui ammirare uno dei tramonti più belli del Sud-est asiatico, con il fiume che si tinge di rosso e arancio.
Un’esperienza che ogni visitatore dovrebbe vivere almeno una volta è l’alba dell’elemosina dei monaci (Tak Bat): ogni mattina, poco prima delle sei, centinaia di monaci in tunica arancione percorrono le strade in fila silenziosa per ricevere offerte di cibo dai fedeli inginocchiati sui marciapiedi. È un momento di grande spiritualità che va vissuto con rispetto, in silenzio e a debita distanza, evitando di usare il flash o di intralciare la processione.
Nei dintorni di Luang Prabang meritano una visita le cascate di Kuang Si, un susseguirsi di piscine naturali di un turchese quasi irreale, ideali per un bagno rinfrescante dopo una breve escursione nella giungla, e le grotte di Pak Ou, scavate nella roccia lungo il Mekong e custodi di migliaia di statuette del Buddha lasciate nei secoli dai pellegrini.
Vang Vieng: avventura tra montagne calcaree e lagune
Da Luang Prabang si scende verso Vang Vieng, una cittadina che negli anni duemila era diventata tristemente famosa per il turismo da eccessi legato al tubing sul fiume, ma che negli ultimi anni ha saputo reinventarsi come una delle mete più spettacolari del paese dal punto di vista paesaggistico, puntando su un turismo più attivo e naturalistico.
Il paesaggio qui cambia radicalmente: attorno alla cittadina si innalzano scenografiche montagne calcaree ricoperte di vegetazione, che si specchiano nelle acque del fiume Nam Song creando panorami quasi fiabeschi, soprattutto al tramonto. Le attività da fare sono numerose: il kayak lungo il fiume, l’arrampicata sulle pareti calcaree, l’esplorazione delle numerose grotte disseminate nella zona (come la Tham Chang o la Tham Poukham, con la sua laguna blu e la statua del Buddha reclinato), e i giri in bicicletta o in scooter tra i villaggi rurali e le risaie circostanti.
Per una vista mozzafiato sull’intera vallata, molti viaggiatori scelgono di sorvolare la zona con una mongolfiera all’alba, un’esperienza che permette di ammirare dall’alto le montagne carsiche avvolte nella foschia mattutina. Vang Vieng è anche il luogo ideale per rallentare qualche giorno, tra caffè con vista sul fiume e piccoli ristoranti a conduzione familiare.
Pakse e il sud del Laos: il volto più autentico e rurale
Chi ha più tempo a disposizione può proseguire verso sud fino a Pakse, capoluogo della provincia di Champasak e porta d’accesso a un Laos molto più rurale, meno battuto dal turismo internazionale e per questo estremamente autentico. Pakse è il punto di partenza ideale per esplorare l’altopiano del Bolaven, una regione fertile e fresca famosa per le piantagioni di caffè, tè e cardamomo, punteggiata da suggestive cascate come la Tad Fane, la Tad Yuang e la Tad Champee, spesso raggiungibili con itinerari in moto o in jeep attraverso i villaggi delle minoranze etniche locali.
Poco distante da Pakse si trova Wat Phou, complesso templare khmer preislamico dichiarato patrimonio UNESCO, spesso definito il “piccolo Angkor” laotiano: un santuario induista poi convertito al buddismo, arroccato sulle pendici di una montagna sacra, con una scalinata monumentale e bassorilievi in pietra di grande valore storico.
Da Pakse si può inoltre raggiungere la zona delle Si Phan Don, le “quattromila isole”, un arcipelago fluviale nel tratto meridionale del Mekong al confine con la Cambogia, dove il ritmo di vita rallenta ulteriormente tra amache, biciclette e la possibilità di avvistare i rari delfini d’acqua dolce dell’Irrawaddy.
Quando andare in Laos
Il Laos ha un clima tropicale con tre stagioni principali. Il periodo migliore per visitarlo va da novembre a febbraio, quando le temperature sono più miti, l’umidità più bassa e le precipitazioni quasi assenti: condizioni ideali sia per esplorare le città sia per le attività all’aperto a Vang Vieng e sull’altopiano del Bolaven. Da marzo a maggio il caldo diventa più intenso, con temperature che possono superare i 35-38 gradi, soprattutto nelle pianure centrali e meridionali. Da giugno a ottobre è invece la stagione delle piogge: il paesaggio si fa rigogliosissimo e il Mekong si ingrossa, ma le precipitazioni, spesso concentrate in forti rovesci pomeridiani, possono complicare gli spostamenti su strada in alcune aree rurali. Chi desidera vivere l’alba della processione dei monaci o le escursioni nelle cascate con la massima comodità dovrebbe quindi privilegiare i mesi invernali, anche se il Laos regala paesaggi affascinanti in ogni periodo dell’anno.
Cultura e tradizioni: uno sguardo sull’anima del Laos
Il Laos è un paese a maggioranza buddista theravada, e la religione permea profondamente la vita quotidiana: non è raro vedere giovani uomini che trascorrono un periodo della loro vita come monaci, né incontrare piccoli templi anche nei villaggi più remoti. Il rispetto per i luoghi sacri è un valore fondamentale da tenere presente durante il viaggio: per visitare i templi è necessario coprire spalle e ginocchia, togliersi le scarpe prima di entrare negli edifici religiosi e non toccare mai la testa di una statua del Buddha o delle persone, considerata la parte più sacra del corpo.
Un altro elemento culturale distintivo è il concetto di sabaidee, il saluto laotiano che racchiude in sé anche uno stile di vita fatto di calma, gentilezza e assenza di fretta. I laotiani sono generalmente persone accoglienti e riservate, poco inclini all’ostentazione, e apprezzano molto i visitatori che si mostrano rispettosi delle usanze locali, parlano a voce bassa e evitano gesti di rabbia o frustrazione in pubblico, considerati una grave perdita di dignità.
Dal punto di vista gastronomico, oltre al già citato laap, meritano di essere assaggiati il tam mak hoong (insalata piccante di papaya verde), il khao niew (riso glutinoso, alimento base di ogni pasto) e il pesce di fiume cotto alla griglia avvolto in foglie di banano. Anche l’artigianato locale racconta molto della cultura del paese: la tessitura della seta, praticata soprattutto dalle donne delle minoranze etniche, e la lavorazione dell’argento sono tradizioni tramandate da generazioni, particolarmente vive nei villaggi intorno a Luang Prabang.
Il Laos, con le sue oltre quaranta etnie diverse distribuite tra pianure e montagne, è anche un mosaico culturale straordinario: dai Lao Loum delle vallate fluviali ai gruppi Hmong e Khmu degli altopiani settentrionali, ogni comunità conserva lingua, abiti tradizionali e riti propri, spesso visibili nei villaggi che punteggiano l’itinerario da nord a sud.
Un viaggio su misura, con la sicurezza di una guida italiana
Organizzare in autonomia un itinerario così ricco e variegato, che attraversa capitale, montagne, templi millenari e regioni rurali, può richiedere tempo e attenzione ai dettagli: spostamenti interni, permessi per alcune aree, scelta delle strutture più adatte in ogni tappa. Per questo motivo, affidarsi a specialisti del sud-est asiatico può fare la differenza tra un semplice viaggio e un’esperienza indimenticabile, curata in ogni aspetto.
Viaggi e Vacanze in Asia propone itinerari su misura in Laos e in tutto il continente asiatico, costruiti sulle esigenze e sui desideri di ogni viaggiatore: dalla durata del soggiorno al livello di comfort delle strutture, dalle attività avventurose alle soste più contemplative nei templi e nei villaggi. Per chi desidera vivere il Laos con la massima serenità, senza rinunciare alla possibilità di approfondire storia, cultura e curiosità locali in ogni tappa, è disponibile un accompagnatore italiano che segue il gruppo lungo tutto l’itinerario, facilitando la comunicazione e offrendo un supporto continuo.
Per informazioni e per costruire il proprio viaggio su misura in Laos è possibile rivolgersi ad Antonio Asia, punto di riferimento per chi cerca un’esperienza di viaggio autentica, ben organizzata e raccontata con la sensibilità di chi conosce a fondo l’Asia e le sue mille sfumature.
