guida italiana in Vietnam

Guida italiana a Da Nang Vietnam

Guida italiana a Da Nang Vietnam

Bright and sunny day at Da Nang beach in Vietnam with clear skies and a calm sea.

C’è un momento, quando arrivi a Da Nang, in cui capisci perché sempre più italiani stanno scoprendo questa città al posto delle solite Hanoi o Ho Chi Minh City. Sei sul ponte del Drago, è sera, e all’improvviso la statua dorata comincia a sputare fuoco verso il fiume Han, mentre dietro di te la spiaggia di My Khe si allunga per chilometri e davanti si accendono le luci di uno dei litorali più lunghi del sud-est asiatico. Nessuno strombazza il clacson, il traffico scorre, e per un attimo ti sembra di essere in una città che ha capito come far convivere sviluppo e qualità della vita meglio di molte metropoli asiatiche più famose.

Da Nang è la terza città del Vietnam per importanza, ma la prima per equilibrio: spiagge da rivista, montagne a portata di scooter, un centro storico UNESCO a mezz’ora, un’antica capitale imperiale a un’ora e mezza. È diventata negli ultimi anni una delle basi preferite per chi organizza viaggi e vacanze in Asia, perché permette di condensare mare, cultura, montagna e cibo in uno spazio gestibile, senza le distanze infinite del nord del paese.

In questo articolo ti porto dentro Da Nang e in tutte le mete che puoi raggiungere da qui, con tempi realistici. E alla fine ti dico chi ti può accompagnare in italiano, perché anche qui, come ovunque in Vietnam, la differenza tra un viaggio subito e un viaggio capito la fa la lingua.

Perché scegliere Da Nang come base per il centro Vietnam

Da Nang ha un aeroporto internazionale con voli diretti o con uno scalo da diverse capitali europee, e soprattutto ha una posizione che nessun’altra città vietnamita può vantare: sta esattamente a metà strada tra Hoi An e Hue, le due località più iconiche del centro del paese, entrambe raggiungibili in meno di un’ora e mezza di auto.

Negli ultimi quindici anni la città è cambiata radicalmente. Da porto di provincia con qualche spiaggia sconosciuta è diventata una destinazione turistica internazionale, con resort a cinque stelle lungo la costa, un ponte dorato sostenuto da due mani giganti diventato virale su Instagram, e un’infrastruttura stradale che rende ogni escursione una questione di ore, non di giornate intere.

Chi organizza un viaggio in Vietnam oggi spesso struttura l’itinerario proprio così: nord con Hanoi, centro con Da Nang, sud con Ho Chi Minh City. Ed è nel centro che si trova, secondo molti, il tratto di costa più bello e il patrimonio culturale più denso di tutto il paese.

Cosa vedere a Da Nang: due giorni ben spesi

Anche qui vale la stessa regola valida per il resto del Vietnam: non liquidare la città in poche ore per correre subito a Hoi An. Da Nang merita tempo.

My Khe Beach, la spiaggia principale, si estende per circa dieci chilometri di sabbia chiara e onde regolari. Fu soprannominata “China Beach” dai soldati americani durante la guerra, che la usavano come zona di riposo. Oggi è costeggiata da resort, ristoranti di pesce e locali che il weekend restano aperti fino a tardi. Il mare è balneabile quasi tutto l’anno tranne durante la stagione delle piogge, tra ottobre e dicembre, quando le onde si alzano e le bandiere rosse diventano frequenti.

Il ponte del Drago (Cau Rong) è diventato il simbolo della città. Nei weekend, alle nove di sera, la testa del drago soffia fuoco e poi acqua, in uno spettacolo breve ma molto amato dai vietnamiti stessi, che si accalcano sulle rive del fiume Han per guardarlo.

Le Montagne di Marmo (Ngu Hanh Son), cinque colline calcaree e di marmo che rappresentano i cinque elementi della cosmologia orientale, custodiscono pagode scavate nella roccia, grotte buddiste e una vista sulla costa che vale la salita. Alla base si trova un intero villaggio di scultori che lavora il marmo da generazioni: alcune delle statue che vedi nei giardini di mezzo mondo arrivano da qui.

Il ponte Cau Vang, il famoso Golden Bridge, sta più in alto, sulle colline di Ba Na, ma è così legato all’immagine di Da Nang che va menzionato qui. Due enormi mani di pietra sembrano sorreggere un ponte pedonale dorato sospeso nella nebbia. Ci si arriva con la funivia più lunga del mondo, un altro record che il Vietnam ama collezionare.

Il Museo della Scultura Cham, meno frequentato ma prezioso, raccoglie la più grande collezione al mondo di sculture Cham, l’antico regno indù che dominò questa regione per secoli prima dell’espansione vietnamita verso sud. È il posto giusto per capire cosa vedrai poi a My Son.

Sul fronte gastronomico, Da Nang ha una cucina di strada sottovalutata rispetto ad Hanoi e Ho Chi Minh: il mi quang, noodle di riso gialli con brodo ridotto, gamberi, maiale e arachidi tritate; il banh xeo, frittella di riso croccante ripiena di gamberi e germogli di soia; e il pesce alla griglia dei ristoranti sul lungomare, dove si sceglie l’esemplare ancora vivo in vasca.

Hoi An: 45 minuti, e un mondo diverso

Se Da Nang è la città moderna, Hoi An è la sua controparte fatta di tempo fermato. Antico porto commerciale internazionale tra il XV e il XIX secolo, oggi è patrimonio UNESCO e uno dei centri storici meglio conservati del sud-est asiatico.

Le case-magazzino in legno scuro, le lanterne di seta colorate che si accendono ogni sera, il Ponte Giapponese coperto del 1590, le antiche case commerciali come Tan Ky aperte al pubblico: Hoi An si visita a piedi, senza fretta, e va vissuta soprattutto di notte, quando il traffico viene bloccato nel centro storico e le lanterne si riflettono sul fiume Thu Bon.

Ogni notte di luna piena (il 14° giorno del calendario lunare) la città spegne le luci elettriche del centro e si illumina solo a lanterne: è la Festa delle Lanterne, uno degli eventi più fotografati del Vietnam.

Hoi An è anche la capitale vietnamita della sartoria su misura: centinaia di atelier confezionano abiti, giacche e scarpe in 24-48 ore, a prezzi che restano convenienti anche considerando la spedizione in Italia. E poi c’è An Bang Beach, la spiaggia di Hoi An, meno affollata di My Khe e con un bel tramonto sul mare.

Nei dintorni immediati: Tra Que, villaggio di orti biologici dove si può fare una lezione di cucina raccogliendo prima le erbe; Cam Thanh, la foresta di palme d’acqua dove si gira in barchette rotonde di bambù, le “basket boat”; e i villaggi di artigiani lungo il fiume, dalla ceramica di Thanh Ha alla falegnameria di Kim Bong.

My Son: il tempio perduto nella giungla

A circa un’ora da Da Nang (o quaranta minuti da Hoi An) si trova My Son, il complesso di templi indù del regno Champa, costruito tra il IV e il XIII secolo. Patrimonio UNESCO, spesso paragonato ad Angkor per stile e importanza, anche se in scala molto più piccola.

Le torri in mattoni rossi, alcune parzialmente distrutte dai bombardamenti americani durante la guerra, sorgono in una valle circondata da montagne verdi, ed è un luogo che si visita meglio la mattina presto, prima che arrivi il grosso dei gruppi organizzati e prima che il caldo diventi opprimente. Alcuni tour combinano la visita con un ritorno in barca lungo il fiume Thu Bon fino a Hoi An, un modo tranquillo di chiudere la mattinata.

Hue: l’antica capitale imperiale, a un’ora e mezza

Hue fu la capitale del Vietnam unificato sotto la dinastia Nguyen, dal 1802 al 1945, e ancora oggi porta i segni di quel passato imperiale. La Cittadella, con la Città Proibita Purpurea ispirata alla Città Proibita di Pechino, è il cuore del complesso monumentale, patrimonio UNESCO, gravemente danneggiato durante l’offensiva del Tet nel 1968 e in restauro ormai da decenni.

Fuori dalla Cittadella si trovano le tombe imperiali, ognuna con uno stile architettonico diverso a seconda della personalità dell’imperatore che la fece costruire: quella di Tu Duc, immersa in un parco con laghi e padiglioni, quella monumentale di Khai Dinh, con influenze europee e mosaici di ceramica e vetro, e quella più sobria di Minh Mang.

La Pagoda Thien Mu, sulle rive del fiume dei Profumi, è uno dei simboli della città, con la sua torre a sette piani visibile da lontano. E proprio il fiume dei Profumi si può percorrere in barca-drago, con soste ai mercati galleggianti e ai villaggi di artigiani lungo le rive.

Hue ha anche una cucina imperiale elaborata, nata per soddisfare i palati di corte: piatti piccoli, presentati con cura estetica, come il banh khoai o le zuppe bun bo Hue, decisamente più piccanti della loro cugina del nord.

Si può raggiungere da Da Nang in auto attraverso il Passo di Hai Van, una delle strade panoramiche più belle del Vietnam, resa famosa anche da un celebre programma televisivo britannico di motori. In alternativa esiste un treno panoramico che costeggia la costa, più lento ma spettacolare, e un tunnel che scorcia il tragitto per chi ha fretta.

Ba Na Hills: la Francia ricostruita in montagna

A circa 45 minuti da Da Nang si sale, letteralmente, a Ba Na Hills, un parco a tema costruito su una montagna a 1.500 metri, dove i coloni francesi costruivano ville per sfuggire al caldo estivo. Oggi il complesso ricostruisce un intero villaggio in stile francese medievale, con tanto di finta cattedrale gotica, cantine di vino artificiali e un parco divertimenti al coperto.

È il famoso Ponte d’Oro di cui parlavo prima, con le due mani di pietra che spuntano dalla vegetazione. Diciamolo chiaramente: è un posto molto turistico, spesso affollato, e divide parecchio l’opinione dei viaggiatori. C’è chi lo adora per la spettacolarità della fotografia e chi lo trova artificiale e distante dall’esperienza autentica del Vietnam. Vale la pena saperlo prima di comprare il biglietto, che include il trasporto in funivia.

Cu Lao Cham: le isole a un’ora di traghetto

Da Cua Dai, vicino a Hoi An, partono i traghetti per Cu Lao Cham, un piccolo arcipelago che è anche riserva della biosfera UNESCO. Acque trasparenti, snorkeling su barriere coralline ancora in discreto stato, spiagge poco affollate rispetto alla terraferma, e un villaggio di pescatori dove si mangia pesce fresco preparato in modo semplice. È la gita perfetta per staccare dal ritmo dei monumenti, specialmente nella stagione calda tra marzo e agosto, quando il mare è calmo.

Bach Ma: la montagna nella nebbia

Tra Da Nang e Hue, a un’ora e mezza circa, si trova il Parco Nazionale di Bach Ma, altra ex stazione climatica francese, oggi zona di conservazione con sentieri, cascate e una biodiversità notevole, incluse alcune specie rare di primati. Meno battuto dei circuiti classici, ma perfetto per chi vuole una giornata di trekking tra le nuvole senza allontanarsi troppo dall’itinerario principale.

Gli altri posti raggiungibili da Da Nang

Ecco il resto della lista con tempi indicativi:

  • Marble Mountains e villaggio di Non Nuoc (15-20 minuti): scultura del marmo, grotte, pagode.
  • Lang Co (1 ora): baia con laguna e spiaggia tra Da Nang e Hue, tappa naturale lungo il Passo di Hai Van.
  • Cham Islands – immersioni (1 ora di traghetto + centri diving locali): oltre allo snorkeling da spiaggia, esistono centri specializzati per le immersioni vere e proprie.
  • Tam Ky e la spiaggia di Ta Ky (1 ora): meno turistica, ottima per chi cerca litorali locali autentici.
  • Quang Ngai e Son My/My Lai (2 ore e mezza): sito storico legato a uno degli episodi più tragici della guerra del Vietnam, di forte impatto emotivo.
  • Kon Tum e gli altopiani centrali (5-6 ore, spesso in più giorni): villaggi delle minoranze Bahnar e Jarai, case comunitarie Rong dai tetti altissimi.
  • Phong Nha (4-5 ore, o volo interno su Dong Hoi): il regno mondiale delle grotte, tra cui Paradise Cave e la gigantesca Son Doong.
  • Quy Nhon (3-4 ore): spiagge meno sviluppate turisticamente, torri Cham sparse lungo la costa.

Gabriele Comiotto

Con tutta questa densità di luoghi, avere accanto qualcuno che parla italiano cambia parecchio l’esperienza, soprattutto nei siti storici come My Son o Hue, dove il contesto culturale conta quanto il monumento in sé.

Gabriele Comiotto direttore artistico e consulente viaggi vive e lavora nel centro Vietnam e guida i viaggiatori a Da Nang, Hoi An, Hue e in tutte le escursioni di questa zona del paese. Conosce i tempi giusti per evitare la folla a My Son, sa quando conviene salire a Ba Na Hills e quando invece è meglio saltarla, e ha i contatti giusti per organizzare la barca a Cu Lao Cham o il trekking a Bach Ma senza passare per i soliti canali super turistici.

Per chi invece sta pensando a un itinerario più ampio, che unisca il centro del Vietnam ad altre mete della regione, in Italia lavora anche Antonio Asia, punto di riferimento per chi organizza viaggi e vacanze in Asia su misura, dal Vietnam alla Thailandia, dalla Cambogia al Laos, capace di mettere insieme itinerari multi-paese quando la sola meta vietnamita non basta a soddisfare la voglia di scoperta.

Quando andare a Da Nang e nel centro Vietnam

Il clima del centro Vietnam ha un calendario tutto suo, diverso sia dal nord che dal sud del paese.

Febbraio-maggio: la stagione migliore. Temperature miti, tra i 24 e i 30 gradi, mare tranquillo, cieli in gran parte sereni. Il periodo ideale per combinare spiaggia e visite culturali.

Giugno-agosto: caldo intenso, spesso oltre i 35 gradi, ma è anche l’alta stagione balneare, con il mare più calmo dell’anno per le gite alle isole di Cu Lao Cham.

Settembre-dicembre: stagione delle piogge e talvolta dei tifoni, soprattutto a ottobre e novembre. Non è il periodo consigliato per il mare, ma i prezzi calano e la campagna intorno a Hoi An diventa lussureggiante.

Gennaio: fresco e a tratti piovoso, ma con meno turisti rispetto all’alta stagione.

Un consiglio pratico che vale sempre: se il tuo viaggio include sia il centro che il nord del Vietnam, verifica con attenzione le due stagioni separatamente, perché mentre a Hanoi può fare freddo e secco, a Da Nang lo stesso mese può portare pioggia intensa, e viceversa.

Sui documenti valgono le stesse regole generali del resto del paese: per soggiorni brevi la maggior parte dei viaggiatori italiani entra con esenzione visto oppure con e-visa elettronico, valido fino a 90 giorni. Le normative vengono aggiornate periodicamente, quindi conviene sempre controllare il sito ufficiale dell’immigrazione vietnamita o chiedere direttamente a chi organizza il viaggio prima di acquistare i biglietti aerei.


Vendiamo viaggi e tour in Vietnam

Se stai già immaginando il tramonto su My Khe Beach o le lanterne di Hoi An accese di notte, il passo successivo è semplice.

Vendiamo viaggi e tour in Vietnam, con itinerari costruiti su misura e non pacchetti preconfezionati: accompagnamento con guida italiana a Da Nang, Hoi An e Hue insieme a Gabriele Comiotto, autista privato, hotel e resort selezionati di persona, escursioni a My Son, gite in barca a Cu Lao Cham, trekking a Bach Ma, e collegamento con il resto del paese, da Hanoi al delta del Mekong. Per chi guarda oltre il Vietnam, verso itinerari più ampi di viaggi e vacanze in Asia, lavoriamo anche con Antonio Asia per costruire percorsi multi-destinazione nel sud-est asiatico.

Che tu voglia una settimana concentrata nel centro Vietnam, un viaggio di tre settimane da nord a sud, o un tour più ampio che tocchi anche altri paesi asiatici, possiamo costruire l’itinerario partendo dai tuoi tempi, dal tuo budget e dal tuo passo.

Scrivici e ne parliamo: il primo preventivo non costa nulla e nessuno ti mette fretta.

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Gabriele Comiotto

Tattoo Artist & Consulente Viaggi

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Il Nostro Team Italiano In Asia

Antonio Asia
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Dicono Di Noi

Dopo aver contattato diverse agenzie, ho finalmente deciso di affidarmi ad Antonio e non potevo fare scelta migliore! Grazie al suo itinerario di viaggio personalizzato abbiamo risparmiato tempo e denaro, vivendo allo stesso tempo esperienze autentiche a stretto contatto con la gente locale. Servizio impeccabile, grande professionalità e rapporto qualità-prezzo eccellente. Consigliatissimo a chi cerca un viaggio davvero su misura!

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